Un approccio aperto e integrato alla radioamatorialità moderna
Il sistema AllStarLink
Un accesso radioamatoriale multi-modo sulla rete AllStarLink
AllStarLink-Italia nasce come sito di riferimento per i sistemi Hamradio Server e per l’integrazione tra radio tradizionale e reti IP.
È pensato sia per il radioamatore esperto sia per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
Se non hai familiarità con la radioamatorialità, puoi iniziare dalle basi: scoprirai come le comunicazioni radio si siano evolute fino a integrarsi con Internet, mantenendo però lo spirito originale della sperimentazione tecnica.
Da VoIP a RoIP
Internet Radio Linking Project (IRLP)
Il progetto IRLP nasce nel 1997 in Canada, in un periodo in cui l’idea di collegare ripetitori radio tramite Internet era fortemente innovativa.
L’obiettivo era semplice ma rivoluzionario: permettere a un ripetitore radio di collegarsi a un altro ripetitore, anche molto distante, estendendo enormemente la portata delle comunicazioni.
Quello che oggi può sembrare normale, all’epoca rappresentava una vera svolta tecnologica.
IRLP è tuttora operativo e rappresenta una pietra miliare nello sviluppo delle reti radio su IP.
Una delle caratteristiche fondamentali di IRLP è l’uso dei reflector, nodi centrali che consentono di interconnettere più ripetitori contemporaneamente, creando vere e proprie reti radio distribuite.
IRLP ha scelto fin dall’inizio una filosofia closed source, sia software che hardware, con l’obiettivo di mantenere un alto livello di controllo e qualità dell’esperienza utente.
Cos’è AllStarLink
AllStarLink esiste da molti anni ed è oggi uno dei sistemi più potenti e flessibili nel panorama radioamatoriale.
Alla base, AllStarLink utilizza Asterisk, un centralino VoIP open source, adattato per trattare radio e ripetitori come se fossero interni telefonici.
In pratica:
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una radio,
-
un ripetitore,
-
un link remoto,
-
o un endpoint VoIP
diventano tutti elementi della stessa infrastruttura di comunicazione.
All’interno di una rete AllStarLink possono coesistere:
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ripetitori radio tradizionali,
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collegamenti radio-radio,
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phone-patch,
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telefoni VoIP su scrivania,
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gateway verso altre reti radio.
In alcuni casi è sufficiente alzare un telefono e “comporre” il numero di un nodo per parlare direttamente su una radio o su un ripetitore remoto.
Perché AllStarLink è nato
AllStarLink nasce anche come risposta a IRLP:
i suoi sviluppatori volevano un sistema completamente open source, sia dal punto di vista software che hardware.
La filosofia è chiara:
-
libertà di sperimentazione,
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possibilità di personalizzazione estrema,
-
integrazione profonda con l’infrastruttura radio.
Questa libertà richiede però competenza.
Se ben progettato e ben gestito, un sistema AllStarLink può raggiungere livelli di qualità pari (o superiori) a quelli delle soluzioni chiuse.
La differenza la fa chi costruisce e mantiene il nodo.
Cos’è EchoLink
Con la diffusione di Internet negli anni ’90 e l’abbassamento dei costi di accesso, nasce l’esigenza di soluzioni più semplici e immediate.
EchoLink risponde a questa esigenza:
un software pensato per funzionare su un normale PC, inizialmente su Windows, con un’interfaccia grafica semplice e un approccio “plug and play”.
Grazie alla sua facilità d’uso, EchoLink diventa rapidamente uno dei sistemi più diffusi nel mondo radioamatoriale, permettendo a molti utenti di collegarsi alla rete radio anche senza infrastrutture complesse.
È una soluzione efficace, ma con un obiettivo diverso rispetto ad AllStarLink.
Conclusione:
A differenza di altre tecnologie VoIP radio-centriche come EchoLink o IRLP, AllStarLink non è solo un protocollo di collegamento.
AllStarLink è una tecnologia APP_RPT / Asterisk-based, progettata per:
-
essere parte integrante dell’infrastruttura radio,
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collegare tra loro nodi, ripetitori, gateway e servizi,
-
consentire sperimentazione avanzata su audio, routing e integrazione di rete.
Non è un semplice collegamento end-to-end, ma un ecosistema modulare, aperto e in continua evoluzione.
Questo è l’approccio di AllStarLink-Italia:
usare AllStarLink non solo come strumento di collegamento, ma come piattaforma tecnica per esplorare il futuro della radioamatorialità, mantenendo viva la sperimentazione, la condivisione e la cultura tecnica che da sempre contraddistinguono questo mondo.
TETRA integrato nel nodo 515930
TETRA integrato nel nodo 515930
Quando si parla di TETRA, spesso si pensa semplicemente a una radio digitale. In realtà il salto più interessante avviene quando si passa dal DMO al TMO.
Il DMO, Direct Mode Operation, è la modalità più semplice e immediata: due terminali comunicano direttamente tra loro, senza BTS, senza Core e senza alcuna infrastruttura centrale.
In pratica:
Radio A ↔ Radio B
È il concetto più vicino alla comunicazione simplex tradizionale: semplice, autonoma, indipendente.
La portata dipende esclusivamente dalle condizioni radio e dalla distanza tra i terminali. Non serve registrarsi su una rete, non serve un server e non esiste una gestione centralizzata della comunicazione.
Il DMO è quindi ideale per attività locali, operazioni sul campo, emergenze o situazioni in cui non è disponibile una infrastruttura.
Con il TMO, Trunked Mode Operation, cambia completamente il concetto.
La radio non parla più direttamente con un’altra radio, ma si registra su una rete TETRA e comunica attraverso una BTS e un Core.
Lo schema diventa:
Radio → BTS → Core TETRA → rete → BTS → Radio
La comunicazione non è più soltanto RF, ma diventa una vera comunicazione di rete.
La radio viene identificata tramite parametri come MCC, MNC e ISSI, mentre i gruppi di comunicazione vengono gestiti tramite GSSI.
In questo scenario il terminale non seleziona semplicemente un “canale”, ma entra in un gruppo gestito dall’infrastruttura.
Il Core può quindi decidere come instradare la comunicazione, verso quali utenti, quali gruppi e quali altri sistemi.
Ed è proprio qui che il TMO diventa particolarmente interessante per la sperimentazione radioamatoriale.
Nel progetto sperimentale TETRA-515930, ad esempio, una Motorola MTH800 può registrarsi sulla BTS FlowStation e utilizzare gruppi TETRA dedicati.
Il percorso di una comunicazione può diventare:
MTH800
→ FlowStation BTS
→ Brew
→ Core TETRA-515930
→ Routing multiprotocollo
→ XLX718
→ DMR / altri sistemi digitali
Questo significa che una radio TETRA può diventare un vero terminale di rete all’interno di una infrastruttura radio più ampia.
Il vantaggio del TMO non è quindi soltanto avere maggiore copertura, ma poter introdurre funzioni che nel DMO puro non esistono o sono molto più limitate.
Tra queste troviamo:
- registrazione centralizzata dei terminali;
- gestione degli ISSI;
- gruppi GSSI;
- chiamate di gruppo;
- chiamate individuali;
- gestione delle priorità;
- controllo della trasmissione;
- servizi SDS;
- servizi dati;
- roaming tra più BTS;
- gestione dinamica dei gruppi;
- interconnessione con reti IP;
- routing di collegamento verso DMR, XLX, VoIP e altri protocolli digitali.
La differenza può essere riassunta così:
DMO = Radio ↔ Radio
TMO = Radio ↔ BTS ↔ Core ↔ rete
Il DMO privilegia semplicità e autonomia.
Il TMO introduce invece un livello di intelligenza di rete, routing e integrazione che trasforma il terminale radio in un vero endpoint di infrastruttura.
Esiste inoltre una modalità intermedia molto interessante: DMO Repeater / DMO Gateway.
In questo caso un apparato può estendere la copertura delle comunicazioni dirette oppure mettere in collegamento utenti DMO con una rete TMO.
È una soluzione che unisce parte della semplicità del DMO con le possibilità offerte da una infrastruttura centralizzata.
Per la sperimentazione radioamatoriale moderna, il vero interesse del TETRA non sta quindi soltanto nella modulazione o nel terminale radio, ma nella possibilità di integrarlo con reti, server, reflector e sistemi digitali differenti.
Ed è proprio questa la direzione del progetto TETRA-515930: utilizzare il TETRA non come sistema isolato, ma come uno dei nodi di una piattaforma radio multiprotocollo.
Per quanto risulta dalle informazioni pubblicamente disponibili, il nodo 515930 rappresenta una delle prime integrazioni radioamatoriali pubblicamente documentate tra un sistema TETRA software multicanale e XLX718.
Parametri radio sperimentali:
Rete: TETRA-515930 MCC: 901 MNC: 9999 Frequenza downlink BTS / RX radio: 435.750 MHz Frequenza uplink BTS / TX radio: 430.750 MHz Duplex: -5 MHz Carrier principale: 1430
L’identificazione dell’utente può essere basata, secondo configurazione, su:
ID DMR / RadioID personale nominativo radioamatoriale ISSI TETRA assegnato o derivato
È importante che ogni terminale utilizzi un ISSI univoco: lo stesso identificativo non deve essere registrato contemporaneamente da più terminali sulla BTS.
Gruppi TETRA / GSSI sperimentali:
991 992 993 994
Mapping verso XLX718:
991 → XLX718 modulo A / TG 4001 992 → XLX718 modulo B / TG 4002 993 → XLX718 modulo E / TG 4005 994 → XLX718 modulo F / TG 4006
515930 e XLX718: TETRA e reti radio digitali unite in un’unica piattaforma sperimentale.
Accesso tramite TETRALink
Il sistema può essere utilizzato anche tramite applicazioni IP dedicate, come TETRALink, quando autorizzato e secondo i parametri operativi previsti dalla rete.
Il profilo di riferimento è:
Profilo: TETRA-515930 Protocollo: WSS / TLS Modalità: Terminal MCC: 901 MNC: 9999 Realm Digest: TETRA-515930
Il GSSI utilizzato dall’app va scelto in base al gruppo al quale si desidera accedere e deve essere coerente con la configurazione attiva del Core.
In questo modo ogni radioamatore autorizzato può accedere al sistema utilizzando la propria identità digitale, mantenendo l’associazione tra ID DMR / RadioID, ISSI TETRA e nominativo radioamatoriale.
Per l’accesso e il collegamento al sistema, sia tramite app sia attraverso una BTS, i parametri di configurazione vengono forniti su richiesta. Per ragioni di gestione e controllo degli accessi non vengono pubblicati direttamente. Per riceverli è sufficiente contattarmi su Telegram: @iu0ndt.